LE PROPRIETA’ DELLE ARANCE ROSSE

Tra i tanti prodotti d’eccellenza del made in Italy, le arance rosse meritano un’attenzione particolare, non solo dal punto di vista gastronomico ma anche da quello nutrizionale. Per quanto basterebbe il loro sapore a renderle uniche, le arance rosse hanno infatti un mare di proprietà utili per l’organismo, tanto da renderle equiparabili, in qualche modo, a un medicinale della nostra cucina. Andiamo a vedere quali sono.

L’apporto calorico delle arance rosse è contenuto, circa 34 calorie per 100 grammi di prodotto, perlopiù sotto forma di carboidrati. Non solo sono pressoché prive di lipidi, ma contribuiscono a diminuire la concentrazione di grassi nel fegato e a ridurre il livello di trigliceridi e colesterolo. L’acido citrico che contengono favorisce poi la digestione e attiva il metabolismo. In definitiva, aiutano a dimagrire e possono perciò essere inserite in qualsiasi dieta che abbia questo scopo.

A rendere davvero speciale questo frutto sono però le antocianine, antiossidanti eccezionali che conferiscono il caratteristico colore rosso alle arance e proteggono le cellule dall’invecchiamento.

 

Si formano a causa (sarebbe meglio dire per merito) dell’escursione termica tra il giorno e la notte al momento della maturazione dell’arancia, tra ottobre e dicembre. Questo sbalzo di temperatura è responsabile anche dell’incredibile concentrazione di vitamina C: le arance rosse ne contengono infatti il 40 per cento in più rispetto agli altri agrumi. La vitamina C è in grado di proteggere il sistema immunitario, di depurare l’organismo, di prevenire le malattie cardiovascolari e di contrastare l’insorgere di ulcere e gastriti. Il magnesio al loro interno aiuta il sistema nervoso, il potassio ha effetti diuretici; i tanti flavonoidi hanno proprietà antinfiammatorie e rinforzano ossa, denti, tendini, cartilagini.

Le arance rosse dovrebbero dunque far parte in pianta stabile della nostra dieta, soprattutto nei mesi invernali e all’inizio della primavera, quando sono di stagione. Al momento di sceglierle, non facciamoci ingannare dalla grandezza del frutto (quelle piccole spesso hanno proprietà organolettiche migliori), ma cerchiamo le arance più sode, pesanti e con la buccia più liscia. Quest’ultima potrebbe essere trattata con agenti chimici: se possibile, dunque, sarebbe meglio optare per le arance con la foglia ancora attaccata, perché in tal caso avremo la certezza che ciò non è avvenuto. Per quanto riguarda gli usi in cucina, se non ci accontentiamo della semplice spremuta o di mangiare il frutto in sé, abbiamo comunque tantissime alternative, perché può arricchire antipasti, primi piatti e secondi, e si tratta di un ingrediente in grado di trasformare un’insalata altrimenti anonima in una ricetta creativa e gustosa. L’abbinamento con la frutta secca è particolarmente azzeccato: la vitamina E e gli Omega-3 delle noci si sposano perfettamente con le proprietà precedentemente elencate dell’arancia, e la bontà di questo matrimonio si conferma anche al palato.

Articolo scritto da Carmen Zedda Nutrizionista e divulgatrice scientifica

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