Alimenti funzionali in Italia

IL TREND DEGLI ALIMENTI FUNZIONALI IN ITALIA

Negli ultimi anni in Italia è aumentata drasticamente l’attenzione per alimenti e bevande introdotte con la dieta.

L’indagine Global Health and Ingredient-Sentiment di Nielsen ha evidenziato a tal proposito le abitudini alimentari ed il vissuto dei consumatori di oltre 60 Paesi del mondo nei confronti di determinati cibi ed ingredienti: il 67% degli italiani si dichiara preoccupato dell’impatto a lungo termine che gli ingredienti artificiali potrebbero avere sulla propria salute, il 53% sarebbe disposto a pagare un prezzo più alto per alimenti e bevande che non contengono ingredienti indesiderati, ma solo il 37% sarebbe disposto a sacrificare il gusto per un cibo più salutare.

Il “sentirsi bene” conducendo un’alimentazione corretta ad oggi è diventato un obbiettivo comune. I consumatori evitano sempre di più gli alimenti trasformati in particolare quelli che hanno particolare abbondanza di alcuni ingredienti: zuccheri, sodio e grassi “cattivi”.

Secondo la ricerca annuale su Cibo e Salute dell’International Food Information Council Foundation di Washington, i primi tre obiettivi salutistici del 2018 sono stati: salute cardiovascolare (20%), perdita di peso o gestione del peso (18%) ed energia (13%).

Accanto all’aumento del consumo di alimenti di qualità troviamo la crescita del mercato degli alimenti funzionali, dominato dal Giappone (oltre il 38 % del mercato mondiale), dall’Europa (29%), dagli USA (31%).

Questo infatti, ha avuto una rapida crescita nel corso degli ultimi anni in molti Paesi tra cui anche in Italia dove per l’anno 2013 infatti, il mercato degli alimenti con indicazioni salutistiche e di funzionalità si è attestato intorno a 1.946,5 milioni di euro (ricerca Nielsen Market Track Healthcare realizzata per FederSalus).

Un alimento si definisce funzionale quando, in aggiunta alle proprietà nutrizionali di base, ha la capacità, dimostrata scientificamente, di influire positivamente su una o più funzioni fisiologiche. La prerogativa fondamentale di questi alimenti è di contribuire a preservare o migliorare lo stato di salute di una persona e/o ridurre il rischio di insorgenza delle malattie correlate all’alimentazione.

La consapevolezza del ruolo della dieta nel mantenimento di un livello di salute ottimalee nella prevenzione di specifiche patologie legate agli squilibri dietetici (obesità, ipertensione, osteoporosi, diabete, patologie cardiovascolari, ecc.) è stata una delle cause maggiori di questo incremento positivo.

Il preoccupante aumento delle patologie connesse a stile di vita sedentario e dieta squilibrata ha favorito la diffusione di una maggiore attenzione nei confronti dell’alimentazione. Inoltre, dato l’aumento della spesa sanitaria per il trattamento di queste patologie, anche le Autorità hanno sviluppato delle iniziative per promuovere il consumo di functional food, in particolar modo quelli rivolti alla salute del sistema cardio-circolatorio e alla prevenzione delle patologie cardiovascolari(che sono la principale causa di morte nei Paesi Sviluppati).

Un esempio è rappresentato dalla frutta secca. In tutti gli studi, il consumo quotidiano di frutta secca, standardizzato alla porzione di circa 28/30 grammi al giorno, determina una riduzione della colesterolemia totale, delle LDL e dei trigliceridi. Il consiglio è di attenersi a questa quantità per non aumentare troppo la quota energetica giornaliera in quanto contiene un buon quantitativo calorico e ottenere i benefici di questo incredibile alimento.

Dott.ssa Nicolí Mariagrazia

BIBLIOGRAFIA

– Nielsen Trade*MIS, variazioni % annue della categoria a Luglio 2016 nella distribuzione moderna)

Alimento funzionale, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica