COME L’ALIMENTAZIONE INFLUENZA LA COAGULAZIONE DEL SANGUE

Esiste una stretta correlazione tra coagulazione del sangue e livelli di colesterolo all’interno del nostro organismo.

La coagulazione del sangue è un meccanismo di protezione indispensabile per l’organismo perché porta alla formazione di coaguli che, in condizioni di emorragia, sono in grado di diminuire e, successivamente, arrestare la fuoriuscita di sangue. In circostanze particolari capita però che tale coagulo possa portare all’occlusione di vene o arterie impedendo il normale passaggio di sangue, portando così a trombosi.

Questa condizione, unita a livelli troppo elevati di colesterolo nel sangue, può causare l’insorgenza di patologie cardio-cerebro-vascolari fra cui ictus o infarti. In questo senso, la buona alimentazione può contribuire in maniera positiva.

È importante mantenere sempre un buon equilibrio tra coagulazione e fluidificazione del sangue e monitorare costantemente i valori di colesterolo. Tra i cibi più indicati per mantenere il sangue al giusto livello di fluidità ci sono, sicuramente, quelli ricchi di salicilati. Per fare qualche esempio gli agrumi, il melograno, i frutti di bosco e i pomodori.

Altri cibi con potere anticoagulante sono anche le mele, le quali contengono la quercetina, un buon antiossidante. Seguendo una dieta bilanciata, in cui si prediligono alimenti salutari come la frutta, la verdura, i cereali integrali e i legumi ed invece si riducono le quantità di grassi saturi animali, sodio e zuccheri raffinati, è perciò possibile, in modo del tutto naturale, ridurre i rischi per la salute legati ai difetti della circolazione e alla vischiosità eccessiva del sangue.

A questi accorgimenti va anche affiancato l’incremento dell’assunzione di omega-3 in modo da inibire l’eccessiva produzione di piastrine che, ad alti livelli, possono causare trombi. A dimostrarlo è uno studio condotto dai ricercatori dell’University of Newscastle di Callaghan e del John Hunter Hospital di New Lambton (Australia), coordinati da Monohar Garg, pubblicato dalla rivista Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases.

Gli omega-3 sono in grado di inibire l’aggregazione piastrinica alla base delle trombosi, ma non solo. Bastano infatti 2 g di acido alfa-linolenico (precursore degli omega-3) per avere effetti benefici sui livelli di colesterolo nel sangue. Oltre questo, anche l’acido linoleico (precursore degli omega-6) contribuisce in maniera positiva al mantenimento della quantità di colesterolo nel sangue. Tale effetto in quest’ultimo caso si ottiene con 10 g al giorno. Via libera dunque al consumo, nella nostra alimentazione quotidiana, di semi di girasole, di canapa, di lino e di chia.

Si tratta infatti di semi oleosi i quali si rivelano amici del nostro cuore grazie alle loro ottime proprietà.

Dott.ssa Mariagrazia Nicolì

BIBLIOGRAFIA

-Nutsforlife edizioni, Buccella Francesca

-omegor.com